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    January 02

    Le luci del Madison Square Garden

    I bookmakers davano la mia vittoria 5 a 1, e questo significava che x quella gente là fuori non avevo speranze...sapevo che oltre al mio avversario avrei dovuto fronteggiare la folla che riempiva le gradinte del nuovo Madison...
    Le luci illuminavano la nostra arena, potenti ed uniformi...energia...avrei avuto bisogno anche di loro...di bagliori limpidi sopra le nostre teste...davanti ai miei occhi...x non perdere la strada...x arrivare sino alla fine...e xkè tutti potessero vedere l'istante in cui avrei alzato i guantoni al cielo... l'istante in cui ci sarebbe stato un nuovo re...
    Restai nello spogliatoio assegnatomi dagli organizzatori per un paio d'ore prima dell'incontro...le fascie aderenti alle mani...un anello alle stringhe strette alle caviglie, la fede di mia madre...la sfiorai con le dita e le baciai chiudendo gli occhi...ricordo ancora la prima volta...qnd mio padre riempì un sacco di stoffa con del grano nello scantinato e, con le mani in calze e stracci, cominciai a colpirlo con tutta la forza che poteva possedere un bambino della mia età...non si diventa pugili...si nasce per esserlo...per alcuni è una condanna...per altri una liberazione...per me è solo l'unica occasione...x vivere veramente...
    Nel momento in cui salivo la scaletta e passavo sotto le corde del ring ogni dubbio, ogni ansia svanivano x incanto...la suggestione era tanta che mi sembrava di vestire i panni di Superman...in un deliro di potenza...
    Le corde sono la linea di non ritorno, una volta varcata il ring diventa la tua esistenza...il tuo respiro...il tuo primo amore...la tua ultima occasione...
    Il ring è il campo...la boxe la battaglia...
    Il destro il tuo scudo...il diretto la tua spada...
    Il pensiero che ogni incontro potrebbe l'ultimo...l'idea di respirare l'odore del proprio sangue...di vedere solo ombre nel buio...di cadere al tappeto...e di rimanerci senza riuscire a rialzarsi...tutto questo strugge l'anima di paura...ma è il prezzo che un pugile è disposto a pagare per essere cosciente di non avere ottenuto allori...ma di avere vissuto lottando...x non morire...
    Era davanti a me...Emile Griffith, un peso medio di colore dotato di grande potenza...una montagna...il campione...il re...tra me e lui solo il tappeto bianco...e le luci del Medison...
    Suonò all'improvviso il gong...iniziò la prima ripresa...
    "...mi dispice Emile...ma questo è il mio regno..."pensai...
    Continua??
     
    Luke
     
    questo breve racconto è incompleto volutamente...forse per creare attesa...forse solo per introdurne un altro...l'importante è che non vi abbia annoiato...